DUART: Studio internazionale di fase II, in aperto, multicentrico su DURVALUMAB in seguito a radioterapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule allo stadio III non resecabile che non sono idonei alla chemioterapia

Studio internazionale di fase II, in aperto, multicentrico su durvalumab in seguito a radioterapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule allo stadio III non resecabile che non sono idonei alla chemioterapia (DUART)

Durvalumab (MEDI4736) è un anticorpo monoclonale (mAb) umano delle immunoglobuline G (IgG) sottoclasse 1 kappa che blocca l’interazione del ligando 1 della proteina di morte cellulareprogrammata (PD-L1) (ma non il ligando 2 della proteina di morte cellulare programmata) con il recettore della proteina di morte cellulare programmata (PD-1) sulle cellule T e il cluster di differenziazione (CD) 80 (B7.1) sulle cellule immunitarie. È sviluppato daAstraZeneca/MedImmune per l’uso nel trattamento dei tumori. I risultati ottenuti da studiprecedenti con durvalumab in tumori in stadio avanzato sono coerenti con un effetto di classe di un controllo tumorale precoce e duraturo che è stato osservato in precedenza con altri inibitori del pathway del checkpoint immunitario. Dal momento che la radioterapia è nota per determinare una sovraregolazione di PD-L1, l’uso di durvalumab successivo alla radioterapia potrebbe potenzialmente fornire esiti clinici migliori in questa popolazione. I risultati dello studio PACIFIC in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) allo stadio III non resecabile dopo radiochemioterapia concomitante (cCRT) hanno dimostrato un aumento significativo nella mediana della sopravvivenza libera da progressione (PFS) e un aumento significativo nella sopravvivenza complessiva (OS) tra i pazienti trattati con durvalumab rispetto al placebo. I risultati di sicurezza provenienti da questo studio hanno dimostrato che durvalumab in monoterapia risultava ben tollerato e aveva un profilo di sicurezza gestibile in questa popolazione di pazienti. Tuttavia, molti pazienti con NSCLC allo stadio III non resecabile non sono in grado di sottoporsi a chemioterapia; pertanto, questi pazienti hanno a disposizione un minor numero di opzioni terapeutiche. Il principale obiettivo di questo studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del trattamento di mantenimento con durvalumab dopo radioterapia in questa popolazione.

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